La scuola fra le nuvole
usi della tecnologia
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Il “mondo” che cambia

Se, poniamo, un contadino spagnolo fosse caduto nel sonno nel 1000 d.C. e si fosse svegliato cinque secoli dopo, al chiasso che facevano i marinai di Colombo mentre si imbarcavano sulla Niña, la Pinta e la Santa María, il mondo che si parava davanti ai suoi occhi gli sarebbe sembrato del tutto familiare. Nonostante i molti cambiamenti avvenuti in termini di tecnologia, modi di fare e confini politici, si sarebbe sentito a casa.

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Invece, se a cadere in un simile sonno fosse stato uno dei marinai di Colombo e si fosse svegliato allo squillo di un iPhone del ventunesimo secolo, si sarebbe trovato in un mondo totalmente sconosciuto e al di là di ogni immaginazione. “Cos’è, il paradiso?” si sarebbe forse chiesto. “O forse l’inferno?” (Harari “Homo sapiens. Da animali a dei”)

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La didattica digitale

dove siamo? (Gartner Hype Cycle)

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Buon Compleanno WWW

Vi ricordate…

cosa stiamo facendo su questa Tera… ?

Il Cloud

...e sigle varie

Il Cloud (letteralmente, la nuvola) è un insieme di tecnologie informatiche usato per archiviare ed elaborare informazioni grazie all'utilizzo di risorse hardware o software distribuite online. Tutti gli strumenti utilizzati in un'attività cloud sono in rete e gli stessi risultati del mio lavoro vengono salvati su internet consentendomi di accedervi in ogni momento e da ogni dispositivo.

Il cloud learning è una metodologia didattica che sfrutta le potenzialità della nuvola per creare esperienze di apprendimento che favoriscono la collaborazione nella produzione di materiali didattici.

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Il Cloud

...il web

La didattica nella rete

  • la rete come luogo in cui cercare informazioni: accesso a banche dati, consultazione di siti, di documenti, archivi online, ecc.;
  • la rete come luogo in cui pubblicare informazioni: creazione di siti web, allestimento di ambienti virtuali, diffusione di informazioni di interesse scientifico o personale (blog, ecc.);
  • la rete come luogo di comunicazione: scambio di idee ed esperienze attraverso strumenti di comunicazione sincrona (chat, videoconferenza) o asincrona (e-mail, forum, ecc.);
  • la rete come luogo di collaborazione/cooperazione: sviluppo di attività di gruppo per perseguire un obiettivo (realizzazione di un progetto, crescita formativa, soluzione di un problema comune, sperimentazione, ecc.)
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la rete come luogo in cui cercare informazioni: accesso a banche dati, consultazione di siti, di documenti, archivi online, ecc.;

Big Data Developer Concept Vector Illustration.
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Non è tutto oro ciò che luccica...

"Una biblioteca ha un contenuto di conoscenze nullo, sia quando non contiene libri, sia quando contiene tutti i libri immaginabili, ottenuti combinando in tutti i modi possibili le parole del vocabolario. La seconda situazione è quella della biblioteca progettata da un accademico di Lagado. La possibilità di annegare le informazioni realmente disponibili in un mare di insensatezze, già intravista da Swift, appare oggi del tutto concreta. Internet, grazie al lavoro dei milioni di "autori" coinvolti si è avvicinata più di qualsiasi precedente storico alla biblioteca di Lagado.

Ciò non significa naturalmente che non sia utilizzabile. Nel mare di possibilità si nasconde una grande quantità (grande in valore assoluto anche se molto piccola in percentuale) di ottimo materiale.

Per trovarlo e utilizzarlo occorre però MOLTA CULTURA.

Cosa deve fare la scuola in questa situazione?"

(Lucio Russo "Segmenti e bastoncini")




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La ricerca fra le nuvole

Diamo un’occhiata a quello che fanno “lasciati da soli”

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  • Corso Pearson
  • Presentazione Zanichelli
  • Presentazione di Patrizia Vayola
  • Come cercare su Google by Google
  • 20 trucchi per...
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  • Usare al meglio Google
  • 29 cose che non sapete su…
  • La ricerca in rete (Form@re)
  • Divertirsi...
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Echo Chambers e Filter Bubbles

Un alunno sostiene che Michelangelo si fece beffe della religione cattolica rappresentando Dio all’interno di un cervello umano….

Che si fa?

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Echo Chamber

Le echo chambers, o camere di risonanza, sono ambienti online in cui le persone vengono esposte principalmente a informazioni, opinioni e punti di vista che riflettono e rafforzano le loro convinzioni e pregiudizi esistenti. In altre parole, le echo chambers sono spazi in cui le persone interagiscono principalmente con altri che la pensano allo stesso modo e condividono gli stessi valori e credenze.


Questo fenomeno può essere amplificato dagli algoritmi dei social media e dalle raccomandazioni di contenuti personalizzati, che mostrano alle persone principalmente ciò che vogliono vedere e sentire, filtrando informazioni che potrebbero sfidarle o contrastare le loro opinioni. Questo può portare a una maggiore polarizzazione e divisione sociale, poiché le persone diventano sempre più insulari e intransigenti nelle loro convinzioni.

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Filter bubbles

Le filter bubbles, o bolle informative, sono una situazione in cui le persone vengono esposte solo a una determinata parte delle informazioni disponibili online, a causa della personalizzazione degli algoritmi dei motori di ricerca e dei social media.

A differenza delle echo chambers, che si riferiscono alla polarizzazione sociale, le filter bubbles si riferiscono alla limitazione dell'accesso alle informazioni.


A differenza delle echo chambers, che si riferiscono alla polarizzazione sociale, le filter bubbles si riferiscono alla limitazione dell'accesso alle informazioni. Le persone possono essere isolate da punti di vista alternativi e dalle notizie che potrebbero sfidare le loro opinioni, perché i motori di ricerca e i social media selezionano e presentano solo le informazioni che corrispondono alle loro ricerche precedenti e alle loro interazioni online.

Le filter bubbles possono portare a una visione del mondo limitata e a una mancanza di comprensione delle diverse prospettive, impedendo il dialogo e la comprensione reciproca. Ciò può alimentare la polarizzazione sociale e il conflitto, poiché le persone diventano sempre più inclini a credere solo nelle informazioni che rafforzano le loro convinzioni, senza essere esposte ad altre opinioni o dati.

Chatgpt

Cosa posso fare per difendermi dalle filter bubbles e dalle echo chambers ?

Ci sono alcune cose che puoi fare per difenderti dalle filter bubbles e dalle echo chambers:


  • Esporsi a fonti di informazione diverse: cerca attivamente fonti di informazione che offrano punti di vista diversi e che possano sfidare le tue opinioni. Leggi fonti di notizie di opinioni diverse, segui persone con punti di vista differenti sui social media e partecipa a discussioni su argomenti controversi.
  • Scegliere manualmente le fonti di informazione: invece di affidarsi solo agli algoritmi dei motori di ricerca e dei social media, cerca attivamente fonti di informazione e seleziona manualmente quelle che vuoi seguire. Puoi anche impostare manualmente i tuoi interessi e preferenze sui social media.
  • Valutare criticamente le fonti di informazione: impara a valutare in modo critico le fonti di informazione e le notizie che leggi, anche se provengono da fonti che ti piacciono o in cui hai fiducia. Cerca di confermare le informazioni che leggi e di cercare fonti alternative per verificare la loro veridicità.
  • Partecipare attivamente al dialogo: partecipa attivamente al dialogo con persone con opinioni diverse dalle tue, cercando di ascoltare e comprendere il loro punto di vista. Questo può aiutare a ridurre la polarizzazione sociale e a creare un ambiente di discussione costruttivo.
  • Utilizzare strumenti tecnologici per esporsi a opinioni diverse: esistono strumenti come le estensioni del browser o le app che possono aiutarti a esperti a contenuti e punti di vista differenti da quelli che vedi di solito sui social media e sui motori di ricerca. Ad esempio, esistono estensioni per il browser che ti mostrano notizie e punti di vista da fonti di idee opposte alle tue, o app che ti aiutano a seguire persone con opinioni diverse.

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Se nel web non stai comprando qualcosa, la merce sei tu (cit.)

Big Data e altre Faccende

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Finisco in un sito web e leggo … sarà vero quello che leggo?

In primo luogo non ne potrò mai essere sicuro, nemmeno se me lo dice il prof che è vero, o la mamma o il babbo. Se mi viene in mente un’altra verifica bisogna che la provi e non accontentarmi. Se non me ne vengono in mente più, allora forse è abbastanza vero, ma forse …


Posso fidarmi di Wikipedia? LINK

Finisco in un sito web e leggo … sarà vero quello che leggo?

L’autore è riconoscibile? C’è scritto il suo nome? Se metto il suo nome in Google, che succede? Non viene nulla? Non è un buon segno. Vengono molte voci? È un buon segno. È citato da altri articoli? È un buon segno. È un professore di qualche università, un giornalista, insomma uno che opera per un’organizzazione di qualche tipo? È un buon segno, sì, ma sempre un segno in più, non la certezza.

Finisco in un sito web e leggo … sarà vero quello che leggo?

Se nel testo ci sono scritte delle fonti, che io posso raggiungere subito, o comunque facilmente – non nell’irraggiungibile giornale parrocchiale di una paesino della Nuova Zelanda – allora questo è un buon segno. Le fonti hanno un autore? No? Non è un buon segno. Sì? È un buon segno … valgono gli stessi discorsi fatti per l’autore principale. Uffa che fatica però? Eh ragazzi, inseguire la verità è un affar serio!

Finisco in un sito web e leggo … sarà vero quello che leggo?

Trovo due pagine sullo stesso argomento, una in inglese e una in italiano. Mi dispiace amici, ma quella in inglese è probabilmente meglio. È frutto di un mondo molto più ricco semplicemente perché più grande. Nella mia personale esperienza questo è un criterio assai valido, mai in assoluto, naturalmente, e fatte salve eccezioni che certamente ci sono.

Finisco in un sito web e leggo … sarà vero quello che leggo?

Sobrietà. Pagine sobrie, nel testo e nella grafica, sono un buon segno, non sicuro ma molto buono.

Linguaggio accademico o gergo esclusivo. Pessimo segno, specialmente in pagine destinate alla lettura web, ma non solo. Gli scritti di valore non hanno bisogno di complicazioni linguistiche. L’autore di valore non ha paura di parlare troppo semplicemente, anzi. Io diffiderei di quello che usa molti paroloni.

Per chi comprende la lingua d’Albione LINK

La didattica nella rete

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la rete come luogo in cui pubblicare informazioni: creazione di siti web, allestimento di ambienti virtuali, diffusione di informazioni di interesse scientifico o personale (blog, ecc.);

la rete come luogo di comunicazione: scambio di idee ed esperienze attraverso strumenti di comunicazione sincrona (chat, videoconferenza) o asincrona (e-mail, forum, ecc.);


la rete come luogo di comunicazione: scambio di idee ed esperienze attraverso strumenti di comunicazione sincrona (chat, videoconferenza) o asincrona (e-mail, forum, ecc.);


la rete come luogo di collaborazione/cooperazione: sviluppo di attività di gruppo per perseguire un obiettivo (realizzazione di un progetto, crescita formativa, soluzione di un problema comune, sperimentazione, ecc.)

Non è tutto oro ciò che luccica...

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Man looking at multiple road sign and making decision where to go next

Quali strumenti per i docenti?

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peggio dell’Esselunga sotto Natale

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Ci sono oggi più risposte (tecnologiche) che domande (esigenze didattiche), dovremmo quindi cominciare a metterci in cerca di buone domande.

R. Casati “Contro il colonialismo digitale”


L’ingegno aguzza il bisogno e non viceversa.

J.Diamond “Armi, acciaio e malattie”

Vado al massima...

L'uso peggiore consiste nello scambiare lo strumento con il fine lasciandosi ipnotizzare dalla possibilità di vagare senza meta tra infinite possibilità.

L.Russo